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	<title>BeAgenteImmobiliare</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>La crisi accorcia le vacanze e gli italiani riscoprono il Bel Paese insieme a Fido</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Cresce del 5% la richiesta di case vacanze in Italia… ma il soggiorno si accorcia ed il vero problema è portare Fido L’estate è ormai alle porte, e le vacanze? Gli Italiani continuano a concedersi il sospirato periodo di ferie, ma cercano di risparmiare, riscoprono le coste del bel Paese e fanno meno giorni: se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-840" src="http://beturista.it/files/2010/06/Casa-vacanze-bassa.jpg" alt="" width="395" height="444" /></p>
<p><em><strong>Cresce del 5% la richiesta di case vacanze in Italia… ma il soggiorno si accorcia ed il vero problema è portare Fido</strong></em></p>
<p>L’estate è ormai alle porte, e le vacanze?<strong> </strong>Gli Italiani continuano a concedersi il sospirato periodo di ferie, ma cercano di risparmiare, riscoprono le coste del bel Paese e fanno meno giorni: se nel <strong>2009</strong>, infatti, il <strong>37% faceva 2 settimane </strong>in una casa vacanze e <strong>il 43% faceva 3 settimane, nel 2010 il dato è esattamente invertito.</strong></p>
<p><span id="more-588"></span></p>
<p>È questa una delle evidenze maggiori dell’analisi resa nota oggi da <strong>Immobiliare.it</strong>, sito leader degli annunci di settore, secondo cui, per questa estate, la <strong>richiesta di case vacanze in affitto in Italia</strong> <strong>è cresciuta del 5%.</strong></p>
<p><strong>Tra chi sceglie di passare le vacanze in casa, quasi uno su tre</strong> (il 30%) <strong>concentra la propria richiesta di affitto tra Toscana</strong> (privilegiando le zone di mare della provincia di <strong>Grosseto, Lucca e Massa</strong> con una percentuale di preferenza del <strong>40%</strong>) e le due isole maggiori, <strong>Sardegna </strong>(dove quasi la metà -49%- dei vacanzieri sceglie la provincia di<strong> Olbia</strong>) e <strong>Sicilia </strong>(il<strong> 55% </strong>delle richieste riguardano la provincia di <strong>Trapani, Palermo e Catania</strong>).</p>
<p>Il dato rilevante è che, spinti dai prezzi più vantaggiosi, gli italiani stanno ridisegnando la <strong>mappa delle zone più richieste</strong> e alcune regioni stanno vivendo un vero boom. A far registrare <strong>l’incremento maggiore</strong> nelle richieste di affitto per le vacanze, rispetto allo scorso anno, sono la<strong> Puglia</strong> (con un aumento di oltre il 5%, trainato dall’exploit delle province di Lecce e Brindisi che da sole raccolgono quasi il 75% dei fan della regione) e le <strong>Marche</strong> (anche in questo caso la crescita è del 5% e le regine delle vacanze marchigiane sono le coste ascolane e la riviera del Conero, con il 70% delle richieste).</p>
<p>Continua a crescere anche il <strong>mercato siciliano</strong> (+3%, con una richiesta molto omogenea per affitti nelle province di Trapani, Palermo, Catania e Messina, tutte con valori compresi fra il 15 e il 21%). Viceversa,<strong> i prezzi molto alti</strong> hanno decretato una <strong>diminuzione d’interesse</strong> per le coste <strong>campane </strong>(-3%)<strong>, sarde </strong>(-2%) <strong>e liguri </strong>(-1%) <strong>rispetto l’anno precedente</strong>.</p>
<p>Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it: <em>“Gli italiani non rinunciano ad andare in vacanza, ma lo fanno in maniera più razionale rispetto agli anni passati. Bisogna fare i conti con il portafoglio e questo spinge ad un’analisi più attenta delle offerte. Scegliere la casa vacanze in sostituzione dell’albergo o della pensione, garantisce grandi risparmi, specialmente per gruppi famigliari o di amici”. </em></p>
<p>I<strong>l 61% </strong>delle richieste di affitto per le vacanze arriva proprio <strong>dalle famiglie</strong>; il 30% delle quali si preoccupa di trovare una casa che possa ospitare anche i loro <strong>amici a quattro zampe</strong>. Le famiglie in vacanza cercano principalmente <strong>una villetta</strong> (<strong>64% delle preferenze</strong>) che abbia dai quattro ai sei posti letto e preferiscono il mare; soprattutto quello di <strong>Sicilia, Sardegna e Puglia</strong>.</p>
<p>In vacanza, sembra, <strong>non si vada da soli</strong>. Chi ha cercato online una sistemazione in affitto per l’estate 2010, <strong>nel 58%</strong> dei casi, ha richiesto che avesse almeno <strong>4 posti letto, e</strong> nel <strong>23% dei casi</strong> che ne avesse <strong>2</strong> e, a seguire, che avesse <strong>da 6 a più posti letto</strong>.</p>
<p>La casa con almeno 6 posti letto è quella più richiesta da chi fa le vacanze con un <strong>gruppo di amici</strong> (<strong>oltre il 40% </strong>di chi ha fatto la propria ricerca online).</p>
<p>Scegliere una casa vacanze consente effettivamente di <strong>contenere i costi</strong>: un appartamento con 4 posti letto (generalmente 2 locali più servizi) <strong>costa mediamente 710 euro a settimana</strong>, che corrisponde a soli 25 euro a persona al giorno. Il costo aumenta del 25-30% per il mese di agosto, mese italiano di vacanza per antonomasia.</p>


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		<title>Loft addio, la nuova moda immobiliare è la mansarda</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 11:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Perfetta per single e giovani coppie registra un’impennata nella richiesta e vendita. Inutile negarlo, i loft sono stati la tendenza più forte del mercato immobiliare degli ultimi anni, ma il loro dominio incontrastato sembra essere agli sgoccioli. Nati dalla riconversione di strutture post industriali, e spinti dall’immaginario cinematografico, a partire dalla fine degli anni ottanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-585" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/05/mansarde.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-585" title="mansarde" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/05/mansarde.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a></p>
<p><em><strong>Perfetta per single e giovani coppie registra un’impennata nella richiesta e vendita.</strong></em></p>
<p>Inutile negarlo, i <strong>loft</strong> sono stati la tendenza più forte del <strong>mercato immobiliare</strong> degli ultimi anni, ma il loro dominio incontrastato sembra essere agli sgoccioli. Nati dalla riconversione di strutture post industriali, e spinti dall’immaginario cinematografico, a partire dalla fine degli anni ottanta hanno spopolato come non mai e la sola <strong>Milano</strong> ne conta ormai<strong> più di 38.000</strong>.</p>
<p><span id="more-584"></span></p>
<p>Belli si, ma all’atto pratico qualche nodo viene al pettine. I <strong>loft </strong>sono immobili commerciali e, in quanto tali, <strong>non possono essere oggetto di un mutuo</strong> prima casa, non ci si può prendere la <strong>residenza</strong> e non si può ottenere nessun tipo di<strong> sgravio fiscale</strong> legato all’abitazione principale. Ecco perché, secondo uno studio effettuato da Immobiliare.it, leader dell’immobiliare online, sugli oltre 2.500.000 di annunci disponibili sulle pagine del suo network, il pubblico privilegiato dei loft, <strong>single</strong> e <strong>giovani coppie</strong>, si sta spostando in massa su quella che sembra essere la nuova protagonista delle ristrutturazioni o delle riconversioni immobiliari: la <strong>mansarda</strong>.</p>
<p>Secondo<strong> Carlo Giordano</strong>, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it <em>“I <strong>loft</strong> si sono diffusi in maniera capillare nelle città italiane legate alle grandi industrie. Questo ha comportato che alcune città con una storia industriale diversa, prima fra tutte Roma, siano escluse da questo fenomeno. Nella capitale i loft sono pochi (e prevalentemente derivanti da recuperi di stalle o garage). Tipicamente sono pezzi unici e quindi costosi. Questo non è vero per le mansarde che, infatti, spopolano da nord a sud.”</em></p>
<p>Nonostante alcune oggettive difficoltà (prima fra tutte la presenza di diverse rampe di scale per raggiungerle) il mercato delle mansarde vive uno sviluppo incredibile e a <strong>Milano</strong>, ad esempio, rappresentano il<strong> 5%</strong> dell’offerta sul nuovo/ristrutturato, hanno un costo decisamente contenuto (3650€/mq) e rappresentano, rispetto ad un appartamento che abbia più o meno le medesime caratteristiche, un risparmio del<strong> 17%</strong>. Quattro punti percentuali (e 200€/mq) più convenienti dei <strong>loft il</strong> cui prezzo medio al metro quadro è, nel capoluogo lombardo, di<strong> 3.850€</strong>.</p>
<p>Il fenomeno non si limita a <strong>Milano</strong>, ma è in crescita in tutto il Paese. A <strong>Torino</strong> e <strong>Bologna</strong>, le altre due città italiane per antonomasia devote al loft, si può riscontrare la stessa situazione. Nel capoluogo piemontese le mansarde costano<strong> 2.600€/mq</strong>, fanno risparmiare il<strong> 6% r</strong>ispetto a un appartamento e rappresentano i<strong>l 4% </strong>dell’offerta.  Nella città delle due torri, invece, costano<strong> 3260€/mq</strong>, fanno risparmiare l’<strong>11% </strong>rispetto a un appartamento e rappresentano il<strong> 4% </strong>dell’offerta.</p>
<p><em>“Il loft è, ed è stato, un fenomeno metropolitano importante, ma proprio per cavalcarne la moda, troppo spesso si è cercato di far passare sotto questa definizione immobili che non sono loft o, anche se si trattava effettivamente di loft, si tacevano alcuni particolari che poi, all’atto dell’acquisto creavano grossi problemi.” </em>- ha continuato <strong>Giordano</strong> –“<em>Oggi l’attenzione di molti acquirenti si sposta sulle mansarde, espressione della nuova creatività immobiliare e avvantaggiate da costi molto più bassi oltre che dalla possibilità di ottenere mutui prima casa per il loro acquisto.”</em></p>
<p>Continuando il nostro viaggio fra i tetti (o i sotto-tetti) d’Italia, scopriamo che come accadeva per i <strong>loft</strong>, ancora una volta <strong>Roma</strong> è la più cara delle città prese a campione. Per acquistare una mansarda sui tetti capitolini occorrono in media <strong>4.400€/mq,</strong> ma anche qui si risparmia molto rispetto all’appartamento: <strong>450€</strong>, circa il <strong>9%</strong>. Nel mercato romano del nuovo/ristrutturato presente sui siti di Gruppo Immobiliare.it le mansarde rappresentano il<strong> 7%</strong> dell’offerta.</p>
<p>A <strong>Napoli</strong> si registra il risparmio maggiore nel mercato delle mansarde. Nella città partenopea il costo medio di una mansarda nuova o ristrutturata è di <strong>2.800€/mq</strong> , quasi<strong> 1.000€</strong> in meno rispetto ad un appartamento con le stesse caratteristiche.</p>
<p>Altre città, che pure stanno lentamente scoprendo il fascino del vivere in mansarda, offrono oggi risparmi ancora contenuti. A Firenze acquistare una mansarda costa in media il 5% in meno rispetto a un appartamento nuovo, mentre Genova si attesta sul valore minimo riscontrato. All’ombra della lanterna vivere in mansarda fa risparmiare solo il 2% sull’acquisto. Qui, forse, è meglio abitare  qualche piano più giù.</p>


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		<title>Cresce la voglia di casa degli Italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 15:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; quanto emerge dalla 2° edizione della Ricerca sull’universo casa realizzata da UM in collaborazione con Gfk Eurisko. Come riporta il sito: www.bepubblicitario.it, UM, la società di strategia e pianificazione media guidata da Gianfranco Piccolo, in collaborazione con GFK Eurisko, il più importante istituto operante in Italia nelle ricerche di mercato sul consumatore, presentano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2695" href="http://beagenteimmobiliare.it/?attachment_id=2695"><img class="alignnone size-full wp-image-2695" title="Gianfranco Piccolo" src="http://bepubblicitario.it/files/2010/05/Gianfranco-Piccolo.jpg" alt="" width="550" height="388" /></a></p>
<p><em><strong>E&#8217; quanto emerge dalla 2° edizione della Ricerca sull’universo casa realizzata da UM in collaborazione con Gfk Eurisko.</strong></em></p>
<p>Come riporta il sito: <a title="BEpubblicitario" href="http://bepubblicitario.it/2694/cresce-la-voglia-di-casa-degli-italiani/" target="_blank">www.bepubblicitario.it</a>, <strong>UM</strong>, la società di strategia e pianificazione media guidata da <strong>Gianfranco Piccolo</strong>, in collaborazione con <strong>GFK Eurisko</strong>, il più importante istituto operante in Italia nelle ricerche di mercato sul consumatore, presentano i risultati della seconda edizione della ricerca “<em><strong>Scenari, tendenze e consumi sull’universo Casa</strong></em>” evidenziando un grande ritorno degli Italiani, da un punto di vista economico, emotivo e fisico, alla casa.</p>
<p><span id="more-578"></span></p>
<p>L’indagine, a cura di<strong> Giuseppe Minoia</strong>, Membro del Board e Presidente Onorario<strong> GFK Eurisko</strong>, conferma che la crisi economica non ha scalfito il sogno tutto italiano di una grande casa di proprietà. L’<strong>87%</strong> degli intervistati ha una casa di proprietà che desidererebbe di una metratura maggiore rispetto a quella attuale, intorno ai <strong>137 </strong>invece di <strong>105</strong> metri quadri.</p>
<p>Un tema di forte attualità che collega  gli Italiani alla casa è la sensibilità green: il<strong> 73% </strong>dei rispondenti si dichiara propenso a dotarsi nei prossimi mesi di strumenti  per il risparmio energetico e la climatizzazione.</p>
<p>Per l<strong>’86%</strong> degli <strong>Italiani</strong> la casa è per eccellenza il luogo in cui rigenerarsi, in cui ricreare il piacevole perimetro di interessi e hobby, nel 2009 le attività indoor infatti hanno prevalso su quelle <strong>outdoor</strong>, proiettando alla socialità e alla relazione, anche attraverso la <strong>tecnologia</strong>. Per il <strong>71%</strong> la casa è la realizzazione di un <strong>sogno</strong>, per il <strong>70%</strong> un’importante voce di costo e di investimento. Crescono gli <strong>investimenti</strong> degli italiani per la casa. Infatti l<strong>’88%</strong> ha fatto almeno un acquisto per la <strong>Casa</strong> (3.8 il numero medio di acquisti fatti) e il <strong>25%</strong> dichiara di avere <strong>speso</strong> di più per la casa. In particolare la <strong>tecnologia</strong> si conferma un importante voce di costo nel <strong>budget</strong> casa: il <strong>38%</strong> degli Italiani ha effettuato almeno un acquisto tecnologico nell’ultimo anno (in media 1.3).</p>
<p>Ma la tendenza è destinata a durare e gli Italiani continueranno ad <strong>investire</strong> per la <strong>Casa</strong> anche nel prossimo anno: tante le tecnologie desiderate (ben 6.3 in media): il<strong> 23%</strong> dichiara di esser intenzionato ad acquistare il <strong>decoder</strong> per il <strong>DTT</strong>, il <strong>23%</strong> il <strong>lettore dvd blu-ray</strong>, il <strong>21%</strong> la <strong>rete wi-fi</strong>, il <strong>20%</strong> l’<strong>impianto</strong> <strong>home theatre</strong>, il<strong> 30%</strong> una<strong> console videogame</strong>….</p>
<p>Dalla fase qualitativa emerge come la casa sia una sorta di “<strong>neverending story</strong>”:  mai del tutto a posto, mai perfetta, sempre in divenire, è la metafora della vita e delle fasi della vita dell’individuo. A conferma di questo, il <strong>32%</strong> degli Italiani prevede di far interventi strutturali di vario genere in casa nel <strong>2010</strong>.</p>
<p>In sintesi la <strong>casa</strong> diventa un media, un mezzo per i brand che comunicano agli Italiani e che nella casa hanno il loro territorio naturale di <strong>fruizione</strong> e di <strong>relazione</strong>.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gazzetta Ufficiale: pubblicato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/123/CE</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 11:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[camera di commercio]]></category>
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		<description><![CDATA[Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno. Dopo esser stato licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 marzo, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/123/CE sulla liberalizzazione dei servizi è stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 75 della Gazzetta ufficiale, serie generale n. 94, disponibile in edicola. Il testo, all’articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-574" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/gazzetta_ufficiale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-574" title="gazzetta_ufficiale" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/gazzetta_ufficiale.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p><em><strong>Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno.<br />
</strong></em><br />
Dopo esser stato licenziato dal<strong> Consiglio dei ministri </strong>lo scorso <strong>19 marzo,</strong> il decreto legislativo di attuazione della <strong>direttiva 2006/123/CE</strong> sulla <strong>liberalizzazione dei servizi </strong>è stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 75 della <strong>Gazzetta ufficiale,</strong> serie generale n. 94, disponibile in edicola.</p>
<p><span id="more-573"></span></p>
<p>Il testo, all’<strong>articolo 73,</strong> prevede, per quanto riguarda la professione di<strong> agente immobiliare</strong>, l’annullamento dell’obbligo di iscrizione al <strong>Ruolo per l’esercizio dell’attività </strong>-  così come già comunicato dalla Presidenza nazionale <strong>Fiaip</strong> a seguito di una dura battaglia sindacale condotta dalla Federazione negli scorsi mesi &#8211; ma mantiene inalterato l’impianto dei <strong>requisiti minimi </strong>per l’accesso alla professione.</p>
<p>Dall’<strong>8 maggio </strong>prossimo, data di entrata in vigore del provvedimento, per gli <strong>agenti immobiliari </strong>sarà sufficiente, per l’esercizio della relativa attività, una <strong>dichiarazione di inizio di attività </strong>(da presentare alla Camera di commercio competente per territorio tramite lo sportello unico per le attività produttive, Suap, e, per conoscenza, alla Questura), corredata da autocertificazioni e certificazioni che attestino il possesso dei requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari.</p>
<p>A questo passaggio dovrà poi fare seguito, una volta verificato il possesso dei requisiti, l&#8217;<strong>iscrizione</strong> nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea), tenuto dalle <strong>Camere di commercio</strong>, e la contestuale attribuzione della qualifica.</p>


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		</item>
		<item>
		<title>Credito: arriva il Ccnl per i mediatori creditizi che operano in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 11:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[FIAIP]]></category>
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		<description><![CDATA[Cgil, Cisl e Uil  siglano con Fiaip il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Arriva il primo contratto nazionale per i Mediatori Creditizi italiani grazie all’accordo tra la FIAIP e le parti sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL.  Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di primo livello per Mediatori Creditizi, siglato a Roma, regola per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-568" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/mediatore-creditizio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-568" title="mediatore creditizio" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/mediatore-creditizio.jpg" alt="" width="450" height="339" /></a></p>
<p><em><strong>Cgil, Cisl e Uil  siglano con Fiaip il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro</strong></em></p>
<p>Arriva il primo contratto nazionale per i Mediatori Creditizi italiani grazie all’accordo tra la <strong>FIAIP</strong> e le parti sindacali <strong>FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL</strong> e <strong>UILTUCS-UIL</strong>.  Il <strong>Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro</strong> di primo livello per <strong>Mediatori Creditizi</strong>, siglato a Roma, regola per la prima volta in Italia  l’attività e le mansioni svolte dagli operatori di settore e dalle imprese della <strong>Mediazione creditizia</strong>, strutture che operano a stretto contatto con il sistema bancario nazionale nel settore del terziario e del credito.</p>
<p><span id="more-567"></span></p>
<p>La <strong>FIAIP</strong> e le<strong> Organizzazioni sindacali</strong> dei lavoratori, in relazione alle recenti innovazioni apportate alle attività inerenti la <strong>Mediazione Creditizia</strong>,  hanno concordato come le attività sviluppate dai mediatori hanno raggiunto qualità e specificità imprenditoriali. <em>“Era  ormai opportuno</em> – ha dichiarato <strong>Paolo Righi</strong>,  Presidente nazionale <strong>Fiaip</strong> &#8211; <em>che anche i dipendenti dei Mediatori Creditizi potessero utilizzare un CCNL ad hoc invece dell’omnibus del settore terziario”.</em></p>
<p>La <strong>FIAIP</strong>, prima <strong>Associazione</strong> in Italia che raccoglie oltre 3500 mediatori creditizi professionisti, ha stipulato l’ accordo di <strong>I° livello</strong> dopo una seria e serrata trattativa con le <strong>Organizzazioni sindacali</strong> dei lavoratori. Tutte le parti che hanno siglato il <strong>CCNL</strong> hanno ritenuto opportuno dare alle attività di <strong>Mediazione Creditizia</strong> una coerente rappresentazione contrattuale al fine di garantire una opportuna applicazione delle norme del CCNL che regolamenterà i rapporti di lavoro presso i <strong>Mediatori Creditizi</strong> e le loro imprese.</p>
<p>Sono state, fra l’altro,  elaborate e definite apposite <strong>declaratorie mansionali</strong> suddivise per livelli retributivi a garanzia dei lavoratori e delle imprese che operano nel settore. L&#8217;accordo  siglato con le parti sociali prevede anche la creazione di <strong>particolari profili professionali</strong> per l&#8217;apprendistato professionalizzante ed i piani formativi per la formazione degli apprendisti. Si crea così l<strong>&#8216;apprendistato professionalizzante</strong> specifico per le qualifiche professionali  dei <strong>mediatori creditizi.</strong> Il tutto verrà reso immediatamente applicabile presso tutte le realtà della mediazione creditizia che applicano od applicheranno il <strong>CCNL</strong> <strong>FIAIP</strong>.<br />
<em><br />
“Con questo<strong> Contratto Collettivo  Nazionale di Lavoro</strong> </em>- ha dichiarato<strong> Samuele Lupidii</strong>,  Vice Presidente nazionale <strong>Fiaip</strong> con delega alla <strong>Mediazione Creditizia </strong>- <em>forniamo ai nostri associati un ulteriore strumento che utilizzeranno le imprese  della Mediazione Creditizia. Fiaip è soddisfatta del lavoro svolto in perfetta sintonia con il Vice Presidente del settore Lavoro e Previdenza  Salvatore Stolfi, e con i consulenti di settore Donato Menichella e Andrea Ciani. </em></p>
<p><em>“Ringraziamo le Organizzazioni sindacali per la disponibilità che hanno mostrato </em>- conclude  <strong>Samuele</strong> <strong>Lupidii</strong> -<em> la trattativa si è sempre svolta nel rispetto reciproco dei ruoli e con la massima cooperazione di tutte le parti. Per la <strong>FIAIP</strong> è un motivo di orgoglio l’essere, anche in questo caso, la prima <strong>Associazione di Categoria </strong> italiana a fornire un <strong>CCNL</strong> di primo livello nel settore.”</em></p>


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		<title>Mutui più semplici e costi più bassi. Cresce il mercato delle nuove costruzioni</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 14:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mercato immobiliare]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Banche finanziano, in media, il 61% del valore degli immobili di nuova costruzione e i venditori arrivano a sconti anche del 15%. Come riporta il sito: www.bemutuo.it, dopo una fase di stallo, il mercato immobiliare italiano è in ripresa e il settore delle nuove costruzioni è sicuramente uno degli elementi trainanti di questo processo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-824" href="http://beagenteimmobiliare.it/?attachment_id=824"><img class="alignnone size-full wp-image-824" title="edificio in costruzione" src="http://bemutuo.it/files/2010/04/edificio-in-costruzione.jpg" alt="" width="550" height="345" /></a></p>
<p><em><strong>Le Banche finanziano, in media, il 61% del valore degli immobili di nuova costruzione e i venditori arrivano a sconti anche del 15%.<br />
</strong></em><br />
Come riporta il sito: <a title="BEmutuo" href="http://bemutuo.it/825/mutui-piu-semplici-e-costi-piu-bassi-cresce-il-mercato-delle-nuove-costruzioni/" target="_blank">www.bemutuo.it</a>, dopo una fase di stallo, il mercato immobiliare italiano è in <strong>ripresa</strong> e il settore delle<strong> nuove costruzioni </strong>è sicuramente uno degli elementi trainanti di questo processo.  Secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, nel solo 2009 le richieste per gli <strong>appartamenti di nuova costruzione</strong> è salita del<strong> 18%</strong>.</p>
<p><span id="more-563"></span></p>
<p>Complici una maggiore facilità ad ottenere il mutuo per questa categoria di immobili, una disponibilità da parte dei <strong>costruttori</strong> a concedere prezzi più vantaggiosi e, in sintesi, una maggiore<strong> efficienza energetica</strong> dell’immobile nuovo rispetto ad uno usato.</p>
<p>Gli italiani scelgono sempre più di acquistare la loro prima casa in uno <strong>stabile appena costruito</strong> o addirittura su <strong>progetti ancora su carta</strong>. Le ragioni sono diverse, ma per lo più riconducibili a un vantaggio nel rapporto qualità/prezzo.</p>
<p>Altra ragione fondamentale è che, per l’acquirente di un immobile di nuova costruzione, l’accessibilità ad un mutuo di valore importante si semplifica; se su un immobile usato gli Istituti di credito sono disposti a finanziare mediamente fino ad un massimo del <strong>53%</strong> del valore, negli immobili di nuova costruzione si arriva al <strong>61%</strong>.</p>
<p>Chi compra un immobile nuovo, lo fa soprattutto per l’<strong>acquisto della prima casa</strong> (44%) o in sostituzione di essa (33%). E ben il <strong>18%</strong> degli acquisti di questo settore viene fatto per <strong>investimento</strong>. Nella maggioranza dei casi, gli acquirenti che richiedono il<strong> mutuo per una casa di nuova costruzione</strong>, desiderano un finanziamento che copra fino al <strong>40%</strong> del valore della casa (35% dei casi). Ma è sorprendente vedere come il <strong>25%</strong> degli acquirenti di immobili nuovi dichiara di <strong>non aver bisogno del mutuo</strong>.</p>
<p>Dal panel condotto su centinaia di agenzie operanti in tutta Italia tramite NuoveCostruzioni.it,  è emerso che i costruttori sono oggi più aperti a<strong> contrattare sul prezzo</strong> dell’immobile e si stima che, in media, al compromesso si arrivi ad ottenere una diminuzione della richiesta iniziale del <strong>10-15%</strong>.</p>
<p><strong>Carlo Giordano</strong>, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, commenta così: <em>”Il comportamento del costruttore è ben diverso da quello del privato che vuol vendere il suo immobile. Per quest’ultimo la vendita è generalmente legata all’acquisto di un nuovo immobile, per cui il bisogno di ottenere la cifra obiettivo è di primaria importanza e lo spazio alla contrattazione molto limitato. Viceversa”</em>, prosegue <strong>Giordano</strong>,  <em>“per il costruttore la mancata vendita implica costi finanziari, per cui è molto più orientato a andare incontro alle esigenze di prezzo dell’acquirente.”</em></p>
<p>Dallo studio effettuato da Gruppo Immobiliare.it risulta che in Italia le <strong>richieste di case nuove </strong>sono cresciute del<strong> 18%</strong>. Se si guarda poi al dettaglio delle diverse aree geografiche, si nota che il dato sale maggiormente a<strong>l Nord Es</strong>t, dove la percentuale di richieste è aumentata del 1<strong>7%</strong>.</p>
<p>A livello di singola città, <strong>Torino</strong> primeggia su tutte, mostrando un aumento del <strong>21%</strong> nella ricerca di immobili nuovi, a seguire troviamo <strong>Milano</strong> e <strong>Verona</strong> che registrano un <strong>+ 19% </strong>e di poco distaccata <strong>Padova</strong>, dove il dato è cresciuto del <strong>17%</strong>. <strong>Napoli</strong> è la città dove l’interesse è cresciuto di meno e che ha registrato solo un aumento dell’<strong>5%</strong> della domanda di case nuove.</p>
<p>Se si guardano poi i dati riferiti alla grandezza dell’immobile si vede che, quando acquistano un immobile di nuova costruzione,  gli italiani scelgono nel <strong>38%</strong> dei casi i 2 vani. Da questo elemento è evidente un altro punto di forza delle <strong>Nuove Costruzioni</strong>, l’ottimizzazione degli spazi. La disposizione degli spazi pensata in modo efficiente permette di sfruttare più spazio anche su una superficie piccola.</p>


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		<title>Rai3: il vicepresidente Franco D&#8217;Onofrio interviene a &#8220;Cominciamo bene&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 15:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Una informazione chiara, corretta e completa è alla base di ogni rapporto con i clienti che si rivolgono alle agenzie immobiliari. Nel corso della talk-show “Cominciamo Bene” andato in onda su Rai 3 intitolato “Casa: quando l’acquisto è un rischio&#8221; Franco D’Onofrio, Vicepresidente Nazionale Vicario Fiaip, ha spiegato come sia possibile tutelarsi ed evitare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-559" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/franco_onofrio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-559" title="Franco D'Onofrio" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/04/franco_onofrio.jpg" alt="" width="300" height="367" /></a></p>
<p><em><strong>Una informazione chiara, corretta e completa è alla base di ogni rapporto con i clienti che si rivolgono alle agenzie immobiliari.</strong></em></p>
<p>Nel corso della talk-show “<strong>Cominciamo Bene</strong>” andato in onda su Rai 3 intitolato “<strong>Casa: quando l’acquisto è un rischio</strong>&#8221; <strong>Franco D’Onofrio,</strong> Vicepresidente Nazionale Vicario <strong>Fiaip</strong>, ha spiegato come sia possibile <strong>tutelarsi</strong> ed evitare i pericoli e le incognite nel caso si decida di comperare casa quando ci si affida ad una agenzia immobiliare, e come non vi sia il pericolo di truffe o raggiri operando con un serio professionista.</p>
<p><span id="more-558"></span></p>
<p>La trasmissione condotta da <strong>Fabrizio Frizzi </strong>ed <strong>Elsa Di Gati</strong>, ha visto oltre la partecipazione di<strong> Franco D’Onofrio </strong>per la <strong>Fiaip</strong>, anche quella di<strong> Giulia Clarinzio</strong> del<strong> Consiglio Nazionale del Notariato</strong>, e di<strong> Franco Casarano Assocond &#8211; Conafi</strong>.</p>
<p>Sarà possibile vedere nei prossimi giorni la trasmissione appena i tecnici della Rai renderanno il filmato disponibile.</p>


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		<title>Asset Immobiliari e retail: trend di mercato e strategie di sviluppo</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 12:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si è chiuso il mercato degli immobili commerciali nel 2009 e quali sono le proiezioni per l&#8217;anno in corso Parte da queste premesse il convegno &#8220;Asset immobiliari e retail: trend di mercato e strategie di sviluppo&#8220;, che Confimprese organizza il prossimo 15 aprile e che sarà aperto dalla presentazione di una ricerca elaborata dall&#8217;Ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-553" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/mercato_immobiliare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-553" title="mercato immobiliare" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/mercato_immobiliare.jpg" alt="" width="493" height="370" /></a></p>
<p><em><strong>Come si è chiuso il mercato degli immobili commerciali nel 2009 e quali sono le proiezioni per l&#8217;anno in corso<br />
</strong></em><br />
Parte da queste premesse il convegno &#8220;<strong>Asset immobiliari e retail: trend di mercato e strategie di sviluppo</strong>&#8220;, che <strong>Confimprese</strong> organizza il prossimo 15 aprile e che sarà aperto dalla presentazione di una ricerca elaborata dall&#8217;Ufficio Studi Tecnocasa sul comparto.</p>
<p><span id="more-552"></span></p>
<p>Gli <strong>asset immobiliari </strong>rappresentano una delle più importanti voci di <strong>bilancio</strong> delle<strong> imprese retail</strong>, oltre a essere uno dei principali<strong> input produttivi</strong> per la distribuzione commerciale. Uno degli aspetti critici dei piani di sviluppo delle catene commerciali è proprio quello legato alle i<strong>nfrastrutture immobiliari</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Nel retail real estate </em>- commenta <strong>Mario Resca,</strong> presidente <strong>Confimprese</strong> <em>- Confimprese si fa promotrice di un dialogo costruttivo tra tutti gli attori della filiera, dagli sviluppatori immobiliari alla pubblica amministrazione, dai retailer agli istituti di credito. Proprio da questi ultimi ci aspettiamo una riapertura dell&#8217;accesso al credito per potere sostenere al meglio le iniziative di sviluppo da parte dei retailer&#8221;.</em></p>
<p>Il convegno si propone di evidenziare, attraverso un dibattito tra network immobiliari e retailer, l&#8217;evoluzione del settore degli immobili commerciali in Italia, presentando le strategie dei principali player del settore.</p>
<p><em>&#8220;Lo sviluppo del commercio passa anche dall&#8217;immobiliare in quanto per vendere e produrre sono necessari gli immobili e fondamentale è la scelta in termini di location e tipologia </em>- afferma<strong> Antonio Pasca</strong>, presidente <strong>Tecnocasa Franchising Spa </strong>- <em>Cercheremo di fare il punto sulla situazione del mercato e individuare i criteri per selezionare al meglio lo spazio da destinare all&#8217;attività produttiva o terziaria&#8221;.</em></p>


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		<item>
		<title>Immobiliare.it: Fabrizio Corona è il vicino che nessuno vorrebbe. Loredana Lecciso e Marina Ripa di Meana seconda e terza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 10:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Alfonso Signorini]]></category>
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		<category><![CDATA[Loredana Lecciso]]></category>
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		<category><![CDATA[Vasco Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[VIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella top ten dei vicini non graditi anche Bruno Vespa, Maria de Filippi, Lapo Elkann. I vicini di casa,  si sa, sono come i parenti; non si possono scegliere. Eppure rappresentano una parte importante dello star bene (o male!) fra le proprie mura. Per questo motivo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, ha voluto scoprire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-548" href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/lecciso-corona.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-548" title="lecciso-corona" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/lecciso-corona.jpg" alt="" width="482" height="369" /></a></p>
<p><em><strong>Nella top ten dei vicini non graditi anche Bruno Vespa, Maria de Filippi, Lapo Elkann.<br />
</strong></em><br />
I<strong> vicini di casa</strong>,  si sa, sono come i parenti; non si possono scegliere. Eppure rappresentano una parte importante dello star bene (o male!) fra le proprie mura. Per questo motivo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, ha voluto scoprire chi, fra i <strong>VIP</strong> di casa nostra sarebbe il vicino che nessun italiano vorrebbe.</p>
<p><span id="more-547"></span></p>
<p>L’indagine condotta per conto del portale, e i cui risultati sono stati certificati dall’autorevole istituto demoscopico<strong> TNS Italia</strong>, parla chiaro: è un vero plebiscito, negativo, per <strong>Fabrizio Corona</strong>. Ben il <strong>47%</strong> del campione intervistato, rappresentativo della popolazione italiana, non ha alcuna intenzione di condividere il proprio pianerottolo col paparazzo più discusso d’Italia.</p>
<p>Il compagno di<strong> Belen Rodriguez </strong>(che appare invece nella top ten di coloro che gli italiani vorrebbero nel proprio condominio) distanzia notevolmente l’ex isolana Loredana Lecciso (seconda con l’11% dei dissensi) e la contessa <strong>Marina Ripa di Meana </strong>(alla quale direbbero no il 10% degli italiani).</p>
<p>Se con <strong>Fabrizio Corona </strong>il timore degli intervistati  è quello di poter perdere la loro privacy casalinga; per quanto riguarda<strong> Loredana Lecciso</strong> ritengono che non saprebbe essere di aiuto in caso di necessità. Di <strong>Marina Ripa di Meana</strong>, invece, si teme la propensione all’ira, anche per futili motivi.</p>
<p>Subito fuori dal podio dei vicini meno graditi, troviamo<strong> Maria De Filippi </strong>(che al Centro Italia conquista addirittura il secondo posto dietro a Fabrizio Corona) e<strong> Bruno Vespa</strong>.  Della regina del talent show Amici e del padrone di casa del talk show Porta a Porta non viene apprezzato il decisionismo che, secondo gli intervistati, li porterebbe a voler essere gli unici a far sentire la propria voce durante le assemblee di condominio.</p>
<p>Al sesto posto dell’indagine condotta per Immobiliare.it da TNS Italia c’è <strong>Lapo Elkann</strong>. Era forse scontato, ma del rampollo di casa <strong>Agnelli</strong> non si apprezza l’arroganza e il 6% degli italiani ritiene che non rispetterebbe mai i parcheggi assegnati agli altri condomini.</p>
<p>Settima<strong> Barbara d’Urso</strong>. Il <strong>5% </strong>degli italiani ritiene che sia eccessivamente presenzialista e non vorrebbero essere costretti a vederla…anche a televisore spento. Il <strong>VIP</strong> che occupa l’ottavo posto in questa classifica dei vicini indesiderabili, è piuttosto singolare; si tratta di <strong>Alfonso Signorini</strong>. Secondo i suoi potenziali condomini, il Direttore di <strong>Chi</strong> e<strong> Sorrisi e Canzoni TV</strong> finirebbe per spettegolare su chiunque.</p>
<p>Chiudono la top ten dei vicini non graditi <strong>Vasco Rossi</strong> (con lui, dicono gli intervistati, addio riposo) e il giudice dell’ultima edizione di XFactor <strong>Claudia Mori </strong>(troppo polemica). <strong>TNS Italia</strong> e<strong> Immobiliare.it </strong>hanno voluto anche sapere chi, secondo gli intervistati renderebbe la vita di condominio più piacevole.In questo caso le preferenze sono state meno nette e sul podio sono saliti Fiorello (26% delle preferenze),<strong> Gerry Scotti </strong>(25%),<strong> Claudio Bisio</strong> ed <strong>Alessia Marcuzzi</strong> (entrambi 12%).</p>
<p>Secondo le risposte date dal campione intervistato da TNS Italia per conto di Immobiliare.it, lo showman siciliano viene preferito perché si pensa sarebbe in grado di rendere interessanti anche le temutissime riunioni di condominio. Di<strong> Gerry Scotti s</strong>i apprezza soprattutto la discrezione e moltissimi si dicono disposti ad affidargli anche una copia delle proprie chiavi di casa.</p>
<p>Come detto, medaglia di bronzo, a pari merito, per <strong>Claudio Bisio</strong> e <strong>Alessia Marcuzzi</strong>, prima delle donne davanti a <strong>Belen Rodriguez</strong>. Sia il presentatore di <strong>Zelig</strong> sia la conduttrice del<strong> Grande Fratello</strong> raccolgono il <strong>12%</strong> delle preferenze e se il primo viene indicato come un probabile ottimo compagno con cui giocare alla Playstation, la seconda viene apprezzata per la cortesia, la solarità e il buon umore che riesce a comunicare.</p>


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		<title>Nuovi immobili: in Italia solo il 27% è costruito secondo criteri antisismici</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[criteri antisismici]]></category>
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		<category><![CDATA[nuovi immobili]]></category>

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		<description><![CDATA[Costa appena il 10% in più e i tempi di costruzione si allungano un po’, ma una casa antisismica può salvare la vita. Dopo i drammatici eventi abruzzesi dello scorso anno, ci si è resi conto della necessità di una nuova normativa che regolasse la costruzione, secondo criteri antisismici, degli immobili di nuova costruzione. Un’analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/antisismiche.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-544" title="antisismiche" src="http://beagenteimmobiliare.it/files/2010/03/antisismiche.jpg" alt="" width="400" height="381" /></a></p>
<p><em><strong>Costa appena il 10% in più e i tempi di costruzione si allungano un po’, ma una casa antisismica può salvare la vita.</strong></em></p>
<p>Dopo i drammatici eventi abruzzesi dello scorso anno, ci si è resi conto della necessità di una nuova <strong>normativa</strong> che regolasse la costruzione, secondo <strong>criteri antisismici</strong>, degli immobili di nuova costruzione.</p>
<p><span id="more-543"></span>Un’<strong>analisi</strong> condotta da <strong>Gruppo Immobiliare.it</strong>, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, ha cercato di tirare le fila di cosa sia successo nell’ultimo anno e di come <strong>norme, costi e tempi di realizzazione</strong> di un immobile antisismico cambino rispetto a quelli di un immobile “<strong>tradizionale</strong>”.</p>
<p>I <strong>criteri di sicurezza antisismica </strong>secondo cui vengono realizzate le case dipendono dal rischio stimato che in quella zona si verifichino dei terremoti. Ciò che sorprenderà è scoprire che fino al <strong>30 Giugno scorso</strong>, in molte zone d’Italia questo rischio era definito come non classificato e, ad esempio nell’area di <strong>Milano</strong>, non era necessario alcun accorgimento antisismico particolare per vedere approvato il progetto di edificazione. Il primo e importante cambiamento è che oggi<strong> non esistono più zone “non classificate”</strong> e tutti gli immobili il cui progetto è stato depositato dopo il 30 Giugno 2009 devono rispettare criteri di sicurezza antisismica.</p>
<p>Fino ad oggi, le <strong>nuove costruzioni </strong>che, in Italia, corrispondono ai criteri stabiliti dalle nuove <strong>norme antisismiche</strong> sono il <strong>27% </strong>del totale, ma data l’obbligatorietà della norma che non lascia più zone grigie di non classificazione, in futuro la percentuale è destinata a crescere notevolmente.</p>
<p>Ma quanto costa la sicurezza della nostra casa? Secondo i dati raccolti da NuoveCostruzioni.it,  veramente poco. Mediamente, costruire una casa secondo i nuovi criteri antisismici <strong>costa appena il 10% </strong>in più. Se in un immobile “<strong>tradizionale</strong>”, infatti, la struttura incide sul costo totale per circa il<strong> 30% del valore</strong>, attenendosi alle regole imposte dalla nuova norma si passa a circa il<strong> 33%</strong>. Tradotto in cifre, se realizzare la struttura di un immobile prima costava<strong> 100.000€,</strong> ora creare un immobile assolutamente identico da un punto di vista estetico ne costa<strong> 110.000€,</strong> ma la sua struttura è antisismica.</p>
<p>La sicurezza ha i suoi <strong>tempi</strong> e realizzare una casa a prova di terremoto comporta un’attesa maggiore per il compratore. Secondo i dati comunicati oggi, circa il <strong>30% in più per la costruzione</strong> della sola parte strutturale; ma è un tempo decisamente ragionevole se si considera il beneficio che ne deriva.<br />
<strong><br />
Secondo Carlo Giordano,</strong> Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it,<em> “Realizzare una costruzione antisismica significa sostanzialmente creare una struttura che sia in grado di sopportare le sollecitazioni dovute ai sismi che si prevede possano accadere in quella zona. Per fare queste verifiche il progettista della struttura deve sottoporre il suo progetto al vaglio di un software che simula sollecitazioni orizzontali sulla struttura (quelle tipicamente originate da un terremoto) e ne verifica la tenuta.”</em></p>
<p>La struttura, per essere conforme alla nuova normativa, deve superare il<strong> test con sollecitazioni tipiche della zona in cui viene costruita</strong> (ad esempio i vincoli per poter definire antisismica una costruzione a Milano sono molto meno stringenti che nella provincia dell’Aquila in quanto all’Aquila i sismi che possono verificarsi sono di grado molto superiore nella scala Richter).</p>
<p>Per costruire una casa che rispetti i vincoli di resistenza ai sismi attualmente in vigore vi sono prevalentemente<strong> tre tecniche</strong>: la prima e più semplice è l’<strong>allargamento delle sezioni dei pilastri portanti </strong>(pilastro più largo significa maggiore resistenza alle sollecitazioni);  la seconda e più invasiva, almeno dal punto di vista estetico, è la<strong> simmetria in massa</strong> (ovvero rispetto ad una ipotetica linea verticale che delimita a metà la costruzione ci devono essere gli stessi pesi a destra e a sinistra); la terza è la<strong> regolarità in altezza</strong>, ovvero la struttura non deve presentare dissimmetrie evidenti sul piano verticale.</p>


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